Campagna contro la vivisezione

Questo topino troverà sollievo dalle lesioni procurate dai vivisettori solo con la morte
L’orrore della vivisezione genera un forte disagio in ogni persona sensibile che ne venga a conoscenza. Molti ci chiedono come sia possibile che ancora oggi torturare animali nei laboratori sia legale.
Ciò che ci troviamo a dover spiegare da anni è che la vivisezione non solo è legale, ma è anche finanziata da soldi del governo, perpetrata da personaggi di spicco che ottengono spazi sui media, sostenuta dal Ministero della Sanità, effettuata spesso in università, ospedali e altri centri di ricerca pubblici. Ciò che rende possibile tutto questo è il silenzio che viene abilmente generato attorno a questo orrore, di cui quasi nessuno è a conoscenza. Se l’urlo di dolore degli animali non riesce a superare il muro di silenzio e farsi udire, sta a noi amplificarlo e renderlo udibile a tutti.
In Italia vengono utilizzati nei laboratori di vivisezione circa 900.000 animali ogni singolo anno. Nei 500 laboratori autorizzati dal Ministero della Sanità vengono uccisi annualmente roditori di ogni specie, cani, primati, bovini, ovini, pesci, mustelidi, uccelli, maiali, galline, rettili… e la lista potrebbe continuare. Ogni essere vivente può diventare una cavia della scienza.

Forrest Lee, beagle di 10 anni liberato dal laboratorio della facoltà di Farmacologia a Milano nell'aprile 2006
Così come i vivisettori non hanno limiti nell’utilizzo di animali, non ne hanno nemmeno nel grado di efferatezza o sofferenza causata dagli esperimenti. Molti di questi si protraggono fino alla morte in agonia degli animali, oppure durano anni e anni, in cui questi individui soffrono non solo il dolore fisico degli esperimenti, ma anche la prigionia, la solitudine e la paura di una vita in una gabbia di metallo.
Questi laboratori di vivisezione di cui si sente parlare sono nascosti in scantinati, protetti dietro a spesse mura, invisibili allo sguardo di curiosi, controllati da telecamere e sistemi di sicurezza. Tutto questo perché nessuno deve sapere e deve vedere cosa accade al loro interno.
Nemesi Animale è per l’abolizione totale e incondizionata della vivisezione. Quello che contrastiamo dal punto di vista etico è il concetto stesso di cavia, senza differenza di specie, umana o non-umana che sia.
E a chi dice che senza la ricerca su animali non potremmo avere progressi della ricerca scientifica possiamo ribattere che il progresso di un popolo sta prima di tutto nella sua etica e nel rapporto con gli altri esseri viventi. Da troppi secoli l’umanità sta guardando dalla parte sbagliata, inseguendo un progresso vuoto di significato, mentre dall’altra si aprono nuovi orizzonti di vita in armonia con la natura, un vero progresso sociale in cui molte delle malattie che ci troviamo a dover cercare di curare oggi, causate da inquinamento, stress e alimentazione, non esisterebbero nemmeno.

Beagle costretti ad inalare sostanze tossiche nei laboratori di Huntingdon Life Science, in Inghilterra
Dal punto di vista scientifico rimane comunque il fatto semplice che la ricerca su animali non può mai essere assolutamente predittiva dei risultati sugli umani, che molte delle cosiddette necessità per le quali si sacrificano animali nei laboratori sono semplici menzogne. Un crescente movimento di ricercatori, medici e scienziati si sta opponendo all’utilizzo di animali anche per queste ragioni. Lasciamo a loro il dibattito scientifico, cercando noi di portare avanti le istanze etiche, ma nondimeno crediamo sia importante ascoltare le loro voci e pensiamo che se quanto accade nel segreto dei laboratori viene portato avanti nonostante sia chiaro a loro stessi che è anche inutile, si tratta di un’aggravante che rende i vivisettori e le industrie farmaceutiche ancora più colpevoli e attaccabili di fronte all’opinione pubblica.
Le nostre attività contro la vivisezione si concentrano su tre aspetti: l’informazione, l’educazione e la pressione.
INFORMAZIONE: Visto l’alone di segretezza dietro a cui si nascondono i vivisettori siamo convinti che il primo passo importante sia smascherarli e indicarli alla gente, fare nomi e cognomi, indicare laboratori e aziende, invitare al boicottaggio e fare in modo che non ci siano più luoghi in cui nascondersi tranquillamente.
EDUCAZIONE: Un altro aspetto che riteniamo fondamentale è educare gli studenti delle università scientifiche, da cui fuoriescono i vivisettori del domani. Molti di loro non sanno nemmeno che in Italia è possibile fare obiezione di coscienza durante corsi ed esami.
PRESSIONE: Il terzo aspetto su cui lavoriamo è quello della pressione su aziende del settore: allevamenti, centri di ricerca, ditte specializzate o complici di quanto avviene agli animali nei laboratori. Lanciamo la campagna “Destinazione Inferno”, mirata a bloccare i trasporti di animali verso la vivisezione, così come seguiamo altre campagne nazionali e internazionali di cui riconosciamo l’importanza e l’efficacia, come per esempio “Salviamo i cani di Green Hill”.
E’ ORA DI ATTIVARSI CONTRO LA VIVISEZIONE!










