Vogliamo esprimere la nostra più sincera e piena solidarietà alle attiviste e agli attivisti che tra poco subiranno un processo in Olanda, accusati di aver dato la libertà a 5.000 visoni in un allevamento a Barchem, nel 2009.

Che siano colpevoli o che siano innocenti, l’azione che gli si imputa non può che essere sostenuta e difesa pubblicamente da tutti coloro che lottano per la liberazione animale. Chi rischia la propria incolumità e la propria libertà personale sente empatia verso gli animali ingabbiati, deprivati della loro vita selvatica e infine uccisi. Queste persone dovrebbero essere prese da esempio e si dovrebbe parlare di loro come individui di valore che danno un po’ di speranza alla specie umana. Le autorità, le leggi, gli Stati invece sono preposti alla salvaguardia degli interessi più meschini e dannosi per le forme di vita non umane ma anche per quegli umani che non si vogliono omologare e che non vogliono partecipare alla razzia e al vandalismo perpetuati dagli sfruttatori. » continua

Nella scorsa settimana si è tenuta a Sacile, a due passi da Pordenone, la 739° “Sagra dei Osei“. L’ennesima tradizione, perpetuata dall’essere umano, all’insegna dello sfruttamento verso gli animali non umani. Le origini di questo evento risalgono addirittura al 1274. Da mercato in cui si vendeva di tutto, con il passare dei secoli, la fiera si è tramutata in mercato specializzato nell’uccellagione e tutto quanto ruota intorno alla caccia.

In questo periodo tutta Italia si trova infestata di simili feste e sagre paesane con uccelli e altri animali in vendita e gare canore, organizzate perlopiù da circoli di cacciatori. Tra queste la “Fiera di usei” di Canzo (Co). Alcune attiviste di Nemesi Animale hanno fatto un giro tra queste due fiere, in questo mondo di gabbie, per scoprire il valore della libertà. » continua

Nei giorni scorsi, in una località non precisata del Regno Unito, è avvenuta una piccola azione diretta, certamente degna di nota: la liberazione di 10 locuste imprigionate dentro una piccola scatola di plastica all’interno di un negozio di animali, pronte per essere vendute come cibo vivo per altri animali come rettili o aracnidi, a loro volta prigionieri di terrari per il sadico piacere di alcuni individui umani.

Quest’azione, rivendicata anonimamente dall’LLL (lega di liberazione delle locuste – locust liberation league), ci permette di scandagliare dentro noi quali siano le barriere che noi stessi poniamo all’antispecismo.
Dove si fermano la compassione, l’empatia, la considerazione degli individui come tali e non come qualcosa di meno, l’attribuzione di interessi degni di essere presi in condsiderazione, o comunque degni della nostra comprensione? » continua

Una settimana fa AirChina ha detto basta al trasporto di primati diretti ai laboratori di vivisezione.  Circa il 70% dei primati arrivava negli Stati Uniti con i loro voli. Lo scorso mese è stato il turno della compagnia israeliana El-Al, sotto pressione per un trasporto dall’allevamento Mazor Farm. E ieri quello di PhoenixAir, sconosciuta compagnia americana  che ha preso posizione dopo una campagna lanciata dal Coordinamento Fermare Green Hill.

 

Dopo queste notizie e con tutte le campagne in corso qual è il futuro della tratta dei primati e quali prospettive si aprono per la lotta alla vivisezione anche qui in Italia? » continua

La prima prigioniera di Green Hill ad essere strappata dalle mani di Marshall senza che nessuno potesse impedirlo. Per la prima volta vede e sente qualcosa che non sia prigionia e latrati disperati.

Non tornerà mai più in quell’inferno, nè sarà mai più stuprata, non sarà mai venduta a chi vuole somministrarle dosi letali di sostanze o sperimentare nuove tecniche chirurgiche.
I cuccioli che porta in grembo non conosceranno mai la prigionia, nessuno li ucciderà nel caso non rispettino gli standard decisi dai vivisettori, verranno in contatto solo con mani sicure e amorevoli che li proteggeranno, e Vegan potrà guidarli nei primi passi della loro vita da individui liberi.

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Venerdì mattina cominceranno le prime fasi dell’operazione che porterà allo svuotamento di Green Hill: il pubblico ministero ha incaricato LAV e Legambiente (due associazioni che non hanno avuto molto a che vedere con la campagna contro Green Hill, se non per il fatto di aver sporto denuncia qualche giorno fa, facendo riaprire il fascicolo al PM che ha poi ordinato il sequestro dei cani e della struttura) di provvedere all’affido “temporaneo” dei cani. Non si tratta di affidi definitivi, per ora i cani rimangono formalmente di proprietà di Green Hill e dei laboratori che li hanno già acquistati, ma è un fondamentale e storico passo della lotta instancabilmente portata avanti dal Coordinamento Fermare Green Hill: quei cani destinati ai vivisettori ora troveranno mani sicure pronte a dare loro nient’altro che cibo, sicurezza e coccole.

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Martedì 17 luglio, nel pieno delle vacanze estive, dove l’attenzione è statisticamente destinata a calare, in Regione Lombardia è cominciata la discussione per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) per l’allevamento avicolo da più di 320.000 galline ovaiole  che la Società Agricola Bruzzese vuole costruire nel comune di Busto Garolfo, all’interno del Parco del Roccolo, nel Bosco di Vanzago, proprio a ridosso di alcuni fra gli ultimi corridoi ecologici che ancora tentano di resistere all’avanzata umana.

Noi di Nemesi Animale ci siamo occupati a gennaio di questo progetto con un’investigazione raccolta all’interno dell’allevamento avicolo che la ditta Bruzzese già possiede a Olgiate Olona e da allora lo stiamo seguendo. » continua

Il 5 luglio è stata resa pubblica un’altra drammatica testimonianza sugli allevamenti intesivi. Igualdad Animal ha messo a nudo l’industria della produzione di foie gras in Catalogna; l’investigazione  fa parte di un lavoro molto più ampio che verrà reso pubblico prossimamente. Nella sola Catalogna gli animali destinati alla produzione di foie gras sono, annualmente, più di un milione. Animali che in natura vivrebbero fino a 15 anni vengono uccisi dopo sei mesi di tortura.

La pratica è già vietata in moltissimi paesi (Lussemburgo, Norvegia, Germania, Svizzera, Danimarca, Olanda, Repubblica Ceca, Finlandia, Polonia, UK, Italia, Argentina, Svezia, Austria, Israele, Turchia, California, ecc…) e nel 2004 l’Unione Europea ha emesso una normativa che ne stabilisce il bando a partire dal 2004 in quei paesi in cui la pratica è “consolidata”. In Europa il foie gras viene prodotto in soli cinque paesi (Francia, Ungheria, Spagna, Bulgaria e Belgio) che si sono uniti, nel 2008, nella Federazione Europea di Foie Gras “Euro Foie Gras”. » continua

Evidentemente il Dr Simion non ha gradito la nostra protesta del 7 giugno davanti al suo studio dentistico,  tanto da sentirsi in dovere di consegnare a tutti i  condomini una lettera in cui si scusa e tenta di giustificare il suo operato ai danni degli animali. Peccato per lui che alcune persone del suo palazzo, non contente della sua risposta, ci abbiano girato la lettera in questione.

Abbiamo così deciso di rispondere con una nostra lettera alle menzogne e calunnie del Dr Simion. Una lettera che abbiamo imbucato in tutte le caselle dei condomini. Una lettera che abbiamo inoltre voluto accompagnare con una simbolica “scena del crimine” disegnata con gessetti lavabili sul marciapiede vicino al palazzo. Vittime gli animali, colpevole il Dr Simion. » continua

Come trasmettere ai passanti ciò che abbiamo visto durante la raccolta del materiale che abbiamo presentato sottoforma di immagini video e fotografiche? Come raccontare in un semplice sguardo le decine di migliaia di individui prigionieri che ci siamo trovati davanti agli occhi?
Come raccontare, esemplificandola, la storia di tutte le schiave e gli schiavi che affollano gli inferni che noi chiamiamo allevamenti e che accalcano, coi loro corpi esanimi, i banchi delle macellerie e dei supermercati?

A queste domande abbiamo provato a rispondere con una semplice metafora: un’attivista al settimo mese di gravidanza, in quella che è certamente la fase più fragile per lei e per chi porta in grembo, imprigionata in una replica delle gabbie di contenzione nelle quali sono costrette le mamme di un’altra specie, quella suina, durante tutta la durata della gravidanza, del parto, delle cure parentali e, di conseguenza, di tutta la vita. » continua