CASO BOBBY ROBERTS: IL CIRCO E’ VIOLENZA OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO

24 novembre 2012 - in CIRCHI

La corte di Northampton (Inghilterra) ha riconosciuto colpevole di violenza sugli animali Bobby Roberts, proprietario del circo omonimo, il Bobby Roberts Super Circus. Presso questo circo lo scorso anno attivisti di Animal Defenders International filmarono il pestaggio inflitto all’elefantessa Anne durante la permanenza nei quartieri invernali, ovvero quei luoghi, inaccessibili e ben controllati, dove i circensi rinchiudono e torturano gli animali durante gli addestramenti.

Altre immagini agghiaccianti furono girate tra il 1997 e il 1998 all’interno di un altro centro di addestramento inglese, quello di Mary Chipperfield, che proprio a seguito dell’investigazione è stata accusata di maltrattamenti animali ed è dovuta scappare dall’Inghilterra. Ora la Chipperfield continua tranquillamente a lavorare in Spagna, ed è dal suo centro che arrivano molti animali utilizzati nei circhi italiani, come il leone bianco prigioniero del circo Moira Orfei o le tigri del circo Bellucci Orfei. Ecco in cosa consiste l’addestramento in dolcezza di cui tanto parlano gli aguzzini.

Tra  gennaio e febbraio del 2011, per un periodo di tre settimane e mezzo, ADI ha filmato la vita di Anne: incatenata 24 ore al giorno e un addetto che la picchiava e la prendeva a calci ripetutamente. Anne aveva già 59 anni e una seria artrite, dopo una vita passata in prigionia.

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Ecco cosa si nasconde dietro i tendoni, ecco cosa fa di un animale un ridicolo pagliaccio pronto a compiere atti totalmente estranei alla sua vera natura. Botte, privazioni, vessazioni continue. Ma i colpevoli di tutto questo continuano ad operare tranquilli, ed altrettanto tranquillamente continuano a propinare la loro versione dei fatti.

Il circo di Mosca, che fino al 2 dicembre è a Milano, ha addirittura inscenato un pre-spettacolo apposta per i bambini, in cui il proprietario del circo, Larry Rossante (che di sfruttamento e menzogne se ne intende, visto che nel 2000 è stato denunciato a piede libero per sfruttamento di immigrati clandestini) propina ai piccoli spettatori la sua versione distorta, raccontando con quanto amore vengono addestrate le tigri (e nell’arena scendono delle tigri di pochi mesi, dei bambini a loro volta, che come tutti i bambini di questo mondo dovrebbero e vorrebbero solo stare con la propria mamma, giocare e divertirsi, in libertà).

Le tigri del circo Bellucci-Orfei. ottobre 2012, foto Nemesi Animale

 

La realtà è altra ed è sotto gli occhi di chiunque voglia vederla e si rifiuti di voltare altrove lo sguardo. La realtà la raccontano non solo le immagini rubate dagli attivisti di tutto il mondo, ma anche gli sguardi degli animali che nei circhi sono detenuti, i loro movimenti ossessivi, la loro apatia, le fughe disperate.

La realtà è che il circo con animali è violenza, prigionia e sopraffazione.

Attivati per porre la parola fine a tutto questo.

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