Il movimento francese comincia ad ottenere risultati. In questi giorni un noto marchio di abbigliamento ha dichiarato di aderire ad una politica fur-free, eliminando pellicce ed inserti dalle proprie collezioni. Morgan de Toi, proprietaria di 650 negozi in tutto il mondo, è una marca di alto profilo ed è stata oggetto di una campagna di proteste da parte del gruppo France sans Fourrure (francia senza pelliccia). A partire già dalla prossimo collezione del 2012 tutte le collezioni di Morgan De Toi non conterranno pelliccia o inserti, contrariamente all’ampia diffusione che questo macabro capo trovava nei loro abiti fino a questo momento .
Negli ultimi anni in Francia si è sviluppato attivismo e il movimento di base, slegato dalle grosse associazioni protezioniste, sta crescendo. La campagna France sans Fourrure lo scorso anno ha raccolto un altro importante successo con il noto marchio internazionale Etam, proprietaria di 4.040 negozi in tutto il mondo, che ha cessato la produzione di inserti di pelliccia.
Questo è il comunicato inviato dalla direzione del Morgan Group a France sans Fourrure:
“Vi inviamo questa mail in seguito al nostro scambio riguardo la vendita di vera pelliccia da parte del Morgan Group. Ci teniamo ad informarvi che, consci dei problemi derivanti dalla vendita di vera pelliccia, il marchio Morgan ha deciso di cessare la produzione e la vendita di abiti contenenti vera pelliccia a partire dalla collezione estate 2012.
In effetti crediamo che lo sfruttamento degli animali per la loro pelliccia non è più in linea con i valori e la filosofia del Morgan Group.
In modo da assicurare che i nostri fornitori rispettino propriamente il nostro impegno ci impegneremo ad allargarlo a tutti i fornitori di tutti i prodotti con effetto immediato”
Sicuramente la lotta contro le pellicce deve passare da diversi tipi di risultato e di strategia e non possiamo pensare di arrivare ad un collasso di un intero settore e ad un cambiamento sociale attraverso campagne che prendano di mira un’azienda alla volta, ma anche questo tipo di campagne hanno la loro valenza e la loro importanza. Se vogliamo che gli animali siano considerati esseri viventi portatori di diritti e non vengano allevati per strappargli la pelle il lavoro è lungo, ma ogni azienda che si impegna davvero a non scuoiare animali per i propri abiti è un passo in avanti, significa meno animali scuoiati nelle vetrine e la diffusione di una diversa idea delle pellicce.
Ma d’altro canto ciò non serve se nel frattempo non cambia la mentalità generale, non viene diffusa una coscienza di rispetto, perché altrimenti la pressione dell’industria della moda e la richiesta delle persone potranno portare aziende a tornare indietro sui loro passi e rientrare nel vortice infernale dei produttori di pellicce. Si tratterebbe così di risultati effimeri.
Spezzare questo vortice è il lavoro a lungo termine a cui dobbiamo ambire e passa da diffusione di immagini e informazione, campagne per il divieto di allevamento in paesi strategici come quelli scandinavi, campagne contro aziende e iniziative informative continue. Sarà solo un insieme di metodi a far crollare l’industria delle pelliccia.
Per questo salutiamo con piacere i primi successi del movimento francese e speriamo di poter vedere presto sempre più risultati tangibili in tutto il mondo.

Rossi Italo a Fossoli (MO)
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