GERMANIA, LA FINE DEGLI ALLEVAMENTI DI VISONI
10 marzo 2012 - in PELLICCE
Una nuova legge per la tutela degli animali è entrata in vigore in Germania nel novembre 2011. Tra le regole da rispettare alcune stanno mettendo in seria difficoltà gli allevatori di visoni, costretti a modificare le gabbie e ad avere spese molto più alte.
Alcuni allevamenti hanno chiuso, gli altri stanno facendo ricorso, per ora con risultati negativi. Potrebbe essere la fine degli allevamenti teutonici, che fino ad oggi hanno portato alla morte di 380.000 visoni ogni anno.
La nuova legge tedesca non vieta l’allevamento di animali destinati ad essere scuoiati per le pellicce, ma ha fissato degli standard per la dimensione delle gabbie e arricchimenti ambientali che avrebbero ridotto di quasi il 60-70% il numero di animali allevabili negli attuali allevamenti. Se consideriamo la spesa per l’ammodernamento e il cambio delle gabbie e una diminuzione di pelli prodotte ogni anno è facile capire come molti allevamenti, soprattutto quelli meno ricchi, abbiano deciso di chiudere.

Una nutria si avvicina ad attivisti andati a documentare la chiusura di un allevamento tedesco, da cui sono state liberate 500 nutrie negli anni '90.
Dei 20 allevamenti di visone attivi fino all’anno scorso, con una produzione annua di 380.000 pelli, sembra che al momento ne siano rimasti solamente 10. Il numero si è quindi immediatamente dimezzato, ma andrà a diminuire ancora in seguito alle sentenze dei tribunali ai ricorsi degli allevatori.
Ci sono infatti ancora 4 allevamenti con ricorsi pendenti, in attesa di una risposta. La prima risposta data ieri dal tribunale di Munster è stata negativa per gli allevatori che avevano fatto ricorso: il tribunale ha deciso che la legge non è anticostituzionale e gli allevatori vi si devono adeguare.
Ben 3 allevatori hanno dichiarato che stanno attendendo l’esito dei ricorsi degli altri per decidere su una eventuale chiusura, mentre di altri 3 non si sa al momento lo stato, se chiusi o aperti. Ma gli attivisti sono sicuri che solo due grosse aziende tra quelle presenti potrebbero permettersi di adeguarsi agli standard o violare apertamente la legge e pagare le penali. Tutti gli altri saranno costretti alla chiusura.
La Germania non è sicuramente annoverata tra gli stati più importanti per la produzione di pelli di visone in Europa, ma questo drastico crollo della produzione, in un momento di difficoltà anche in altri paesi produttori è un ottimo segno.

Visoni fotografati nel 2009 all'interno di uno dei 10 allevamenti tedeschi.
L’allevamento per produrre pelli si sta spostando sempre di più in paesi come la Polonia o la Grecia, considerati finora delle oasi pacifiche in cui espandersi, ma anche qui ci sono non pochi problemi: in Polonia sono state bloccate da proteste le costruzioni di alcuni allevamenti (di allevatori finlandesi che volevano sfuggire ai problemi degli animalisti), mentre in Grecia le liberazioni di visoni hanno colpito grossi allevamenti, nell’estate del 2010 ben 50.000 visoni sono stati infatti liberati in una sola notte vicino a Kastoria.
Non esiste quindi alcuna isola felice per chi vuole allevare e scuoiare animali per la loro pelliccia.
A quando la chiusura definitiva degli allevamenti italiani?





