INVESTIGAZIONE BRUZZESE: SECONDO LA ASL TUTTO IN REGOLA
11 gennaio 2012 - in ALLEVAMENTO | ATTIVISMO
Ovviamente la nostra investigazione ha messo in moto qualcosa, squarciando il velo di ignoranza e indifferenza che avvolgeva i capannoni di Bruzzese, e a Olgiate Olona e Busto Garolfo se ne parla molto. Fin dall’inizio Bruzzese ha rifiutato l’accesso ai suoi capannoni ai giornalisti che si sono presentati e non vuole dare nessuna dichiarazione ufficiale, se non continuare a dire che le nostre immagini e il nostro video sarebbero un falso.
A difesa dell’allevatore si erge adesso anche il direttore della Asl, Johnny Daverio. A quanto pare negli ultimi 8 controlli fatti in due mesi non è stata riscontrata nessuna irregolarità. Daverio non dice che il video è falso, ma ammette di non averlo nemmeno guardato, e quindi implicitamente di non sapere nemmeno di cosa stia parlando.
Di fronte a una situazione come questa tocca farsi delle domande e trovare le risposte. Per noi nulla di tutto questo è una novità: i controlli veterinari della Asl negli allevamenti intensivi sono per la maggior parte delle semplici formalità burocratiche. Di lager come Bruzzese in Italia e nel mondo ce ne sono a migliaia, ma situazioni così non vengono mai rese pubbliche o fatte chiudere, gli animali non vengono sequestrati e non ci sono quasi mai multe.
Per la Asl i controlli negli ultimi due mesi da Bruzzese non hanno riscontrato irregolarità. Evidentemente cadaveri nei corridoi e nelle gabbie, animali agonizzanti e galline completamente prive di piume e penne non sono una irregolarità, oppure non sono nemmeno stati visti. Evidentemente anche per i veterinari della Asl gli animali cosiddetti “da reddito” sono degli oggetti, una proprietà, e la loro sofferenza e il loro istinto non vengono minimamente presi in considerazione. Loro devono solamente protocollare la regolarità di una prigione in cui degli esseri viventi resteranno a vita, fino alla morte in un macello.
Se poi a volte qualcosa è irregolare, o non lo si vede, perché le visite sono spesso concordate e perché comunque è umanamente impossibile controllare lo stato di 200.000 animali, oppure si fa finta di non vedere.

- Lasciata agonizzare nel corridoio. Le ali senza piume e penne.
Il Dr Daverio, nuovo direttore della Asl di Varese, probabilmente non ha tanto a cuore la difesa di Bruzzese, ma ha a cuore la difesa dell’istituzione di cui fa parte, che nei suoi rigorosi controlli, come li chiamano loro, non ha mai visto o annotato le condizioni che i nostri attivisti hanno documentato con precisione e dovizia di particolari.
La Asl di Montichiari continua a dire che dentro l’allevamento di beagle Green Hill è tutto in regola, che dei registri mancanti sono invece a norma e che i cani stanno bene. Da che parte stia la verità su questa vicenda ormai lo sanno milioni di italiani.
La Asl di Varese dice che Bruzzese è a norma e che le condizioni tremende degli animali da noi filmate e fotografate non sono mai state viste. Crediamo ci sia poco da aggiungere. I loro fatti e le loro parole parlano da soli.
Non potranno mai essere dei veterinari Asl a garantire quello che loro hanno il coraggio di chiamare benessere degli animali negli allevamenti. Benessere animale e allevamento sono due mondi agli antipodi, che non possono incontrarsi.
Daverio rassicura i cittadini, dicendo che i controlli ci sono e le norme vengono rispettate. Ma non sono certo i cittadini ad essere oggetto della violenza e dell’orrore che le galline prigioniere di Bruzzese sono costrette a subire.
Forse il Dr Daverio dovrebbe dare un’occhiata al nostro video e poi riferire alla stampa cosa ne pensa. Ma sappiamo già che pur di difendere i suoi uomini e i suoi datori di lavoro anche lui esclamerà che si tratta di un falso, che quei cumuli di feci li abbiamo portati noi, che i cadaveri li abbiamo portati noi, che le galline le abbiamo fatte ammalare noi e abbiamo anche fatto loro crescere le unghie a dismisura.
Noi sappiamo dove risie da la verità. Sappiamo cosa hanno visto gli attivisti entrati dentro quei capannoni. Abbiamo visto le immagini appena girate, sentito il rumore infernale di quelle decine di migliaia di galline prigioniere che si lamentavano.
La verità vive semplicemente nella volontà di quelle galline, che vorrebbero la cosa più semplice e tristemente sottovalutata al mondo, ma che non potranno mai vedere: erba, sole, libertà di volare e vivere senza essere schiave di nessuno. Una vita senza gabbie di nessun tipo.
E per dargliela non ci siamo che noi e voi.
Ognuno di noi può fare la differenza! Diventa Vegan!






