E’ di ieri la notizia dell’ennesimo dramma del mare avvenuto a largo delle coste Siciliane.
6 migranti sarebbero annegati nel tentativo di aggrapparsi a una gabbia per allevamento intensivo di tonni dopo il taglio del cavo di traino del motopeschereccio che la trasportava.

Secondo le prime ricostruzioni, i profughi avrebbero prima tentato di salire a bordo dell’imbarcazione, ma sarebbero stati violentemente respinti dall’equipaggio.
Questo è solo uno dei tanti episodi di disperazione e morte che in questo periodo ci vengono narrati dai media, ma la particolarità della tragedia ci spinge a una breve riflessione su quanto accaduto. » continua

Martedì 11 giugno ricorre il terzo anniversario della Giornata internazionale in solidarietà con Marie Mason, Eric McDavid e i prigionieri e le prigioniere anarchiche di lungo corso.

Marie ed Eric sono i prigionieri ecologisti con la più lunga sentenza in atto negli Stati Uniti, arrestati rispettivamente nel 2008 e nel 2006 e condannati a 22 e 20 anni di carcere.

–> Marie fu arrestata nel marzo 2008 dopo che il suo ex marito, Frank Ambrose, decise di diventare informatore dell’FBI. Fu condannata a 22 anni di carcere nel 2009 per due azioni ecologiste. Al momento Marie è la prigioniera ecologista con la pena più lunga da scontare in assoluto.

Per maggiori informazioni sul caso: www.supportmariemason.org

–> Eric venne arrestato nel gennaio 2006 dopo essere stato incastrato da un’infiltrata pagata dal governo, “Anna”. Fu accusato di cospirazione e premeditazione, pur non avendo commesso nessuna azione, si rifiutò di collaborare con lo Stato e venne condannato a 20 anni di carcere.

Per maggiori informazioni sul suo caso: www.supporteric.org » continua

Questa è la storia di una maialina: Salvia

L’abbiamo incontrata in una delle tanti notti passate a visitare gli allevamenti di maiali per documentare le atrocità che migliaia di individui sono costretti a subire per mano dell’essere umano., durante la nostra investigazione Fabbriche di Carne (www.fabbrichedicarne.net)
Questi allevamenti sono ovunque, intorno a noi, nelle nostre campagne, lunghissime serie di capannoni e al loro interno file e file di gabbie in cui esseri viventi sono costretti a vivere tutta la loro esistenza.

In una di queste notti girando tra le file di gabbie piene di cuccioli ancora inconsapevoli e madri terrorizzate e rassegnate ci siamo imbattuti in un esserino abbandonato a se stesso, con gli occhietti ancora chiusi, sporco di placenta e con il cordone ombelicale ancora attaccato, nessuno fino a quel momento si era accorto della sua esistenza, probabilmente nemmeno la sua mamma, che non potendosi voltare a causa delle sbarre della sua prigione non l’ha potuta soccorrere. » continua

Nella notte fra il 26 e il 27 marzo ignoti attivisti hanno tagliato le reti e aperto tutte le gabbie di un allevamento di visoni a Fiesso D’Artico, in provincia di Padova.

Secondo i giornali, sono stati liberati 670 visoni, a cui i proprietari hanno immediatamente iniziato a dare la caccia. Non sono però riusciti a recuperarne un centinaio, che sono ancora in libertà.
Tra questi, molte femmine incinte, che per la prima volta nella loro vita partoriranno finalmente in libertà.

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Il linguaggio che usiamo quotidianamente per difinire la realtà che ci circonda è lo specchio di come quella stessa realtà siamo stati abituati a conoscerla, categorizzarla, descriverla, pensarla, viverla.

Il nostro linguaggio specista, che riflette l’antropocentrismo insito in ogni aspetto della nostra mentalità, ci ha abituati a definire gli animali, nostri compagni di viaggio su questo pianeta, in base all’utilizzo che l’essere umano può ricavare da loro: animali “da compagnia”, “da rettito”, vacche “da latte”, galline “ovaiole”, cavie “da laboratorio”, ecc. Un approccio diverso è quello che ci fa interfacciare con i cosiddetti animali “selvatici”, quelli che ancora vivono liberi, nelle “selve”, non addomesticati, così lontani dalle nostre vite, dal nostro mondo fatto di città, palazzi, televisioni e macchine. » continua

In Utah è avvenuta la prima denuncia per la cosiddetta “legge bavaglio”.  Quelle che gli animalisti chiamano ag-gag laws  sono state introdotte negli Stati Uniti nel 2011 e consistono in multe e arresti per chiunque venga scoperto a fare dei filmati, fotografie, a registrare suoni all’interno di macelli e di allevamenti che testimonino le condizioni di detenzione, di maltrattamento e di morte degli animali coinvolti.

Queste leggi sono state introdotte per far tacere tutti coloro che vengono scoperti portare alla luce abusi dei diritti animali che vengono deliberatamente violati negli allevamenti intensivi. La legislazione è la risposta a una serie di investigazioni shock portate a termine da gruppi come Humane Society, Mercy for Animals e Compassion Over Killing, che hanno condotto alla chiusura di stabilimenti e a condanne penali per i lavoratori. » continua

Sabato 20 aprile il muro di silenzio eretto a difesa dei laboratori e degli stabulari italiani ha cominciato a scricchiolare. Tre attiviste e due attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill, in pieno giorno, hanno infatti occupato un gli stabulari al quarto piano della facoltà di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano.

Un’azione che è durata una giornata intera, supportata da centinaia di persone fuori dall’Università. Un’azione che ha portato alla libertà immediata per più di 300 topi e un coniglio, chiamato adesso Alfio Fragilo, e che ha creato una reazione forte da parte dei vivisettori. La loro reazione di rabbia, odio, sdegno e piena di falsità ci fa capire che quel giorno è stato colpito un nervo centrale del loro sistema: la segretezza. » continua

Sabato 13 Aprile, circa 30 attiviste e attivisti si sono dati appuntamento nel centro di Milano per mettere in atto una flash mob, ossia un atto dimostrativo inatteso e comunicativo per porre l’attenzione sulla campagna Visoni Liberi e sullo sterminio perpetrato incessantemente sulla pelle degli animali scuoiati per farne pellicce.

Le mani delle attiviste, poste davanti al petto o alla bocca, e rivolte verso i passanti, recavano la scritta VISONI LIBERI, mentre altri reggevano un cartello con l’obiettivo concreto della campagna: condurre all’abolizione totale della pratica dell’allevamento di questi animali.
Nello stesso momento, a Brescia, il gruppo Antispecisti Libertari ha dato vita a un momento analogo in supporto alla campagna visoni liberi.

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In Olanda l’associazione antivivisezionista Anti Dierproeven Coalitie ha deciso di lanciare una campagna contro un allevamento di beagle finora sconosciuto ai più, che li alleva per mandarli ai laboratori di vivisezione. L’inizio della campagna è stata una liberazione a volto scoperto di 6 cani, fatta con una troupe della Tv olandese e rivendicata apertamente.

Questa azione è stata compiuta per diversi motivi, di cui il primo è sicuramente dare una vita e la libertà a questi cani, ma anche per far parlare di vivisezione e mettere nell’occhio del ciclone l’allevamento di Jan Ruppert. Ma anche per sfidare apertamente e a testa alta le leggi che considerano gli animali ancora come oggetti e rivendicare il loro diritto alla libertà. Così mentre i 6 beagle sono felici, nel segreto delle loro nuove case, le persone che hanno compiuto questo gesto hanno passato due giorni in prigione e ci spingono a fare delle riflessioni. » continua

Sabato 6 Aprile abbiamo portato la nostra protesta e la voce dei visoni prigionieri nelle cittadine di Antegnate e Misano, al confine tra le province bergamasca e cremonese, dove ci sono progetti per costruire due nuovi allevamenti.

In entrambi i paesi gli allevamenti sorgerebbero in aziende agricole già dedite alla detenzione e allo sfruttamento degli animali.
La nostra protesta ha voluto ribadire la necessità di stroncare sul nascere questi progetti, aprendo un fronte importante nella lotta all’abolizione totale dell’allevamento di animali da pelliccia. » continua