Il Coordinamento Contro il Mega Macello ha pubblicato un video raccolto in alcuni allevamenti della zona di Brescia all’inizio dell’anno.
Diffondiamo e vi invitiamo a diffondere le immagini di quegli individui senza nome, che aspettano la morte solo perché qualcuno ha deciso che nascessero e venissero torturati e massacrati per diventare cibo.

Dal comunicato del Coordinamento: “Il video che è stato oggi pubblicato dal Coordinamento contro il Mega-macello, riporta le immagini di diverse investigazioni risaltenti ai primi mesi del 2012 nella bassa bresciana. La nostra opposizione al futuro impianto di macellazione di Manerbio, che ricordiamo diventerà il più grande d’europa, nasce da posizioni antispeciste che rivendicano il rispetto della libertà e della dignità degli animali non umani. Il mega-macello sarà un simbolo monumentale e terrificante della smisurata sofferenza dei miliardi di schiavi animali di tutto il mondo, costretti ad una morte truce e sistematica.

» continua

28 aprile dell’anno 2012.

Il 25 aprile e i giorni successivi segnano per tutte le persone amanti della libertà una fondamentale ricorrenza: la liberazione dal nazifascismo.
Quello che è successo a Montichiari sabato 28 aprile è stato il modo migliore per festeggiare quel giorno e per iniziare ad allargare il concetto di liberazione oltre i confini umani.
Le recinzioni, il filo spinato, la polizia schierata non hanno potuto contenere l’energia e la volontà di chi sentiva l’urgenza di salvare esseri viventi imprigionati in un campo di concentramento, invenzione umana che avremmo dovuto eliminare definitivamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
La produzione di esseri viventi, la tortura, la mercificazione sono invece quello che descrive meglio la società in cui viviamo. Noi vogliamo distruggere tutto questo.

» continua

In Polonia ci sono circa 800 allevamenti per animali da pelliccia, il numero delle strutture è in aumento poiché molti produttori decidono di mouversi verso i paesi dell’est europa abbandonando le nazioni dove una coscienza accresciuta e politiche anti-pelliccia rendono il lavoro degli assassini sempre più difficile ed oneroso.
Il lavoro portato avanti da realtà come la Coalition for Banning Fur Farming in Poland (antyfutro.pl) diventa quindi un passo fondamentale per vedere questo tipo di sfruttamento completamente sdradicato dal mondo.
Il 27 Aprile, dopo una segnalazione anonima, attiviste ed attivisti della Coalition for Banning Fur Farming in Poland e della locale associazione per la protezione degli animali Ekostraz sono andati a verificare le condizione di detenzione in un allevamento di volpi a Stawiec nella bassa Silesia.
Ciò che hanno trovato è ben documentato da alcune foto e un video, fatte senza entrare nella struttura, ma semplicemente stando vicino ai perimetri del lager. » continua

Il 16 aprile scorso si è tenuta una riunione ufficiale dell`Ente Nazionale Circhi presso la sede dell’AGIS di Roma. Scopo della riunione stilare in tempi brevi un codice di autoregolamentazione sull’utilizzo degli animali nei circhi, basato solo ed esclusivamente su criteri scientifici. Una specie di codice etico creato ad arte come paravento per respingere le critiche da parte del mondo animalista e continuare indisturbati nel proprio sfruttamento di altri esseri viventi.

Il presidente dell’ENC, Antonio Buccioni, ha chiamato per questo a raccolta veterinari, addestratori, esperti del benessere animale.  Tra questi nomi noti del mondo circense e noti veterinari pro-circo. Tra gli scopi di questo progetto dei circensi anche una campagna nelle scuole e la creazione di dvd (dis)educativi per bambini. Di tutto pur di salvare un’ immagine sempre più difficile da difendere. » continua

Dieci galline ovaiole sono state tolte dallo stato di schiavitù cui gli esseri umani le avevano relegate, grazie ad attivisti e attiviste di Nemesi Animale.

Le fortunate galline si trovavano in un allevamento per la produzione di uova in batteria con le cosiddette “gabbie arricchite”, che secondo la normativa europea in vigore dal primo gennaio 2012 devono avere qualche centimetro quadrato in più. La loro vita sarebbe stata comunque una vita di prigionia e sfruttamento, chiuse in un capannone senza nemmeno poter immaginare cosa ci sia nel mondo esterno. Adesso sono libere e non moriranno sui ganci di un macello. » continua

Baracchino non era il mio cane ma un personaggio ormai entrato nella mitologia che ad un certo punto ho incontrato sulla mia strada e che è diventato il mio compagno di vita, qualcuno al quale dedicare canzoni d’amore o scherzosi improperi e che mi ha mostrato il suo modo di vivere. La sua personalità immensa e il suo corpicino perfetto seppelliscono i personaggi ricchi, famosi e potenti che questa società vuole farci celebrare.

Ho voluto scrivere questo epitaffio in prosa perché un omaggio a lui diventi un modo per parlare di tutti gli altri animali, quei pochi che ancora vivono liberi e quei miliardi che aspettano di essere liberati.
Baracchino adesso è un vagabondo delle stelle e a noi che abbiamo avuto la fortuna di condividere parte della sua mirabolante esistenza rimane l’idea di quell’essere rossiccio ed insolente con le ciglia bionde e un’inesauribile scorta di bisogni liquidi con cui voleva irrorare tutto. » continua

In questi giorni è cominciata la caccia alle foche in Canada, un massacro annuale che da sempre è uno dei simboli della violenza sistematica sugli indifesi in nome del profitto. Ma comincia con notizie interessanti e particolari: NuTan Furs, la seconda più grande ditta di lavorazione delle pelli nel paese, ha chiuso i battenti a fine marzo per mancanza di lavoro e un’altra ha dovuto chiedere direttamente al governo canadese un prestito di 3,6 milioni di dollari che le banche non volevano concedere.

Queste notizie provano senza ombra di dubbio il crollo dei profitti intorno a questa pratica, ma anche una evidente volontà politica del governo di difenderla ad ogni costo. E mentre le barche dei cacciatori sono in giro tra i ghiacci, pur se ridotte di numero, e stanno uccidendo migliaia di individui ogni giorno, negli ospedali canadesi vengono utilizzati piccoli robot di foca per aiutare anziani malati ad avere rapporti cognitivi, cosa che ha fatto andare su tutte le furie i rappresentanti dell’industria della pesca e della pelliccia » continua

Riceviamo e inoltriamo un importante appello dagli amici di Ippoasi, che si trovano in seria difficoltà e stanno chiedendo aiuto per continuare a dare una vita libera e serena a moltissimi animali. Il lavoro che loro, e altre realtà, portano avanti con passione e dedizione quotidiane riempiono i nostri cuori della speranza che un mondo diverso sia non solo possibile, ma anche già fra di noi, sotto forma di piccoli germogli che prendono il nome di Sanctuaries o Rifugi

“La Fattoria della Pace Ippoasi è un rifugio per animali domestici, detti da reddito, tutti strappati dallo sfruttamento zootecnico e dalla morte in macello. Si trova a Marina di Pisa ed ospita 9 cavalli, 2 asini, 2 mucche, 2 maiali, 11 capre, 5 pecore, 2 galli, 25 galline, 2 conigli, 1 anatra e 5 cani.
L’omonima associazione di volontariato, che in questi giorni si sta trasformando in Onlus, nata nel 2010, li accudisce giornalmente, somministrando loro il cibo e pulendo i grandi spazi dove finalmente vivono liberi, oltreché guidare le visite al rifugio, organizzare eventi di autofinanziamento e diffondere la cultura non violenta, antispecista e vegan. » continua

Il movimento francese comincia ad ottenere risultati. In questi giorni un noto marchio di abbigliamento ha dichiarato di aderire ad una politica fur-free, eliminando pellicce ed inserti dalle proprie collezioni. Morgan de Toi, proprietaria di 650 negozi in tutto il mondo, è una marca di alto profilo ed è stata oggetto di una campagna di proteste da parte del gruppo France sans Fourrure (francia senza pelliccia). A partire già dalla prossimo collezione del 2012 tutte le collezioni di Morgan De Toi non conterranno pelliccia o inserti, contrariamente all’ampia diffusione che questo macabro capo trovava nei loro abiti fino a questo momento .

Negli ultimi anni in Francia si è sviluppato attivismo e il movimento di base, slegato dalle grosse associazioni protezioniste, sta crescendo. La campagna France sans Fourrure lo scorso anno ha raccolto un altro importante successo con il noto marchio internazionale Etam, proprietaria di 4.040 negozi in tutto il mondo, che ha cessato la produzione di inserti di pelliccia.

» continua

Dal 18 al 24 marzo due attiviste di Nemesi Animale hanno partecipato al campo antibracconaggio organizzato sull’Isola del Giglio dalla L.A.C. (Lega per l’Abolizione della Caccia), in collaborazione con Terranomala.
In 5 giorni sono state rimosse quasi mille trappole: 150 “schiacce” (lastre di pietra sotto cui gli animali, attirati da un’esca, muoiono schiacciati), 750 lacci (piccoli cappi, di solito in fil di ferro, dentro cui i conigli rimangono impiccati) e alcune trappole per uccelli.

In questo territorio il bracconaggio è incentrato sulla cattura ed uccisione dei conigli selvatici.
Questi mammiferi non fanno parte dell’ecosistema dell’isola, non sono autoctoni. Alcune coppie di conigli selvatici furono infatti introdotte intorno al 1945 da tre accaniti cacciatori locali sia al Giglio che sull’isola di Giannutri al solo scopo venatorio. I conigli portati sull’isola di Giannutri furono subito sterminati dalle volpi, mentre quelli sul Giglio iniziarono a insediarsi nel territorio e a proliferare liberamente. » continua